Il cliente utilizzava da anni una soluzione standard: un packaging 179×90 con materiale da 90 g/m² e spessore di 80 micron. Sebbene funzionasse, il sistema non era ottimizzato né per i consumi né per il costo complessivo. Durante l’analisi iniziale abbiamo verificato i limiti delle confezionatrici, le reali esigenze di shelf life e le possibilità di riduzione del materiale senza comprometterne la qualità. Da questa valutazione è nata quella che internamente definiamo una vera e propria “rivoluzione evergreen”.
In questa fase non ci siamo limitati a ridurre le dimensioni della bustina, ma abbiamo consigliato l’utilizzo di un materiale più leggero, con spessore ridotto a 60 micron e peso di 76,5 g/m². Contestualmente, è stato effettuato l’adeguamento della confezionatrice e la sostituzione delle barre saldanti, consentendo di passare a un nuovo formato 160×82 perfettamente compatibile con il flusso produttivo.
Il risultato è stato straordinario: –33% di materiale utilizzato, con il peso di una singola bustina che è passato da 1,5 g a 1 g. A ciò si è aggiunta una significativa ottimizzazione logistica: riduzione dell’utilizzo di cartone per il confezionamento secondario, aumento del numero di scatole caricabili su ogni pedana e diminuzione dell’incidenza del costo di trasporto. Una catena di vantaggi che ha generato risparmi immediati e continui, senza compromettere le performance del packaging.
Questo caso dimostra come ascoltare davvero il cliente, con l’approccio di un partner e non di un semplice fornitore, significhi aiutarlo a vincere anche quando ciò comporta una piccola riduzione dei nostri volumi di vendita. Per noi il successo del cliente resta sempre l’obiettivo principale.